"Gli americani ci fregano con la lingua!" diceva in un live (ora così su due piedi non mi ricordo se è su Tra la via Emilia e il West o sul live con i Nomadi...ma mi pare il primo) il buon Guccini, citando a braccio un brano stile "On the Road" Kerouachiano e improvvisandone una traduzione con nomi, luoghi e macchina italiane.
Oh, c'aveva ragione.
Molte cose, prese in italiano o in inglese, hanno tutto un altro suono.
Questa stupida riflessione mi è saltata alla capoccia riccioluta osservando le
Bravo, le mie cartine.
Finchè pensavo fossero di produzione straniera -
e per la parola "bravo" mi vengono in mente giusto gli americani, considerando il codice dell'esercito per lo spelling e i codici di allarme (il classico Alpha, Bravo, Charlie, Delta ecc...)- mi pareva un nome più che rispettabile, quasi da
true figaccion™ che non deve chiedere mai.
Poi però ho notato che in realtà le Bravo sono prodotte da una ditta triestina, e poco dopo ho avuto da un amico la conferma che sono effettivamente di Trieste, non hanno una licenza di produzione da una qualche ditta anglofona.
E devo ammettere il nome mi è sembrato all'istante più ridicolo.
Ma come, mi dico, possibile che un dettaglio così insignificante come il conoscere una quisquilia geografico-produttiva -
oltretutto ad inormazione nominale già acquisita e codificata nella memoria- cambiasse in modo così radicale il
feeling con quella certa parola?
Beh...possibile si, gioco forza. È successo.
E vale per tante altre cose...
Sempre per citare Guccini, vuoi mettere il fascino che ha "una vecchia Pontiac" rispetto che "una vecchia Fiat"?
Voglio dire, la prima è
la macchina d'epoca, con l'attrattiva conseguente delle macchine "del tempo che fu".
L'altra invece, la Fiat, è uno scassone sputacchiante che presto o tardi ti lascerà a piedi.
O almeno, questa è la percezione media.
E ancora, vuoi mettere quanto suona più "in da house" un Turntable e quanto sembri più "balera e ballo liSSio" il giradischi?
È una fregatura.
Comunque la metti, loro sono più fighi.
L'inglese è la lingua principe per le definizioni brevi, è così e basta.
Potrei andare avanti per ore.
Però ci sono alcune parole che rimangono comunque più belle in italiano e basta.
Sussurro, ad esempio...
Ma di questo ho già parlato, tempo fa.
E comunque, appena si superano le 5, 6 parole, l'italiano diventa troppo migliore, meno meccanico e ben più scorrevole...
Si, si si, i romanzi son più belli in italiano.
Anche se c'è un'altra cosa in cui ci strabattono quelli là, mi ci sto flippando da ieri.
Cioè, guardate quanto sono belli i vecchi manifesti -
anche qui, poster
fa troppo più fico- dei concerti al Fillmore, o altri locali paragonabili, negli anni '60-'70.
Non c'è paragone, sono veramente troppo belli!
[Si, è vero, sono in uno dei miei periodici momenti di infatuazione assoluta per i Jefferson Airplane...sono necessari per me!]
---