A volte ho delle idee semplicemente geniali.
Infatti, ieri sera ho dato il peggio di me.
Cioè, pensate a quanto sarebbe bello fare un remake
alcoolico di Miami Vice!
La storia è semplice: gli investigatori Thorsten Schwarzburg e Fritz Grunwald, floridi e paonazzi impiegati dell'ufficio igiene di Miami originari dei sobborghi della baviera, si trovano invischiati nel caso più spinoso mai capitato nella loro solitamente boriosa carriera: qualcuno sta immettendo sul mercato baristico cittadino ettolitri su ettolitri di "tipica" birra torbida monegasca contraffatta!
L'azione procede serrata tra inseguimenti all'interno di distillerie abusive, interrogatori spietati nei rave notturni a base di salsiccia e crauti -
è finito il tempo degli ormai troppo inflazionati strip club!-, sassaiole con tanto di fionda e cerbottane in sconfinati campi di grano celati alle autorità governative ed epiche sparatorie a colpi di rutti mastodontici, nella più tipica tradizione tedesca.
Sarà un successone!
Per l'occasione il regista più adatto non potrebbe che essere il guru dei film di gastro-thriller, il maestro della cinepresa unta di strutto, l'impareggiabile Jonas Wooberg -
i più accorti e accaniti fan noteranno che è proprio lui, il fratello segreto e soprattutto tipicamente tedesco di John Woo!
Il titolo? È superfluo che ve lo dica:
Miami Weiss!
...ecco.
In sostanza, quando l'attesa davanti al botteghino si fa più lunga di 40 secondi netti, ho bisogno di sfogarmi con una scarica di cazzate non indifferenti, e quindi...quale migliore attività, fuori da un cinema, che inventarsi una sceneggiatura alternativa per il sempre più florido mercato indipendente?
Comunque, parlando di cose più serie...la mia visita cinematografica non era riservata ai nostri Thorsten e Fritz.
Eravamo lì per lui, Brian de Palma, per il buon Josh Hartnett e poi per lei, Scarlett Johansson -
e ovviamente tutti gli altri, ma Scarlett...eh, lei più di tutti-, destinazione Black Dahlia!
Nonostante la critica fosse piuttosto tiepidina nei confronti dell'ultima fatica di questo mago della cinepresa, io personalmente sono uscito dalla sala dicendo una frase sola: "Wow. Mi è garbato veramente un monte."
Non mi capita spesso, guardando un film, di rimanere così incollato alla poltrona come ieri sera, non mi capita così spesso di avvertire quella tensione così palpabile, di pendere dalle labbra degli attori -
nonostante il doppiaggio, in alcuni passaggi, peccase lievemente di un po' di appiattimento- insomma...io questo film me lo sono goduto in pieno, dopo una decina di minuti necessari per calarti nell'ambientazione e nella vicenda, tutto il resto è una serie di sospiri strozzati in gola.
E tutto questo nonostante i classici colpi di scena da cinema moderno -
quelli che più che colpi di scena sono dei "bam!" della telecamera che cambia inquadratura improvvisamente, o di cose che scattano fuori all'improvviso da un momento di immobilità- siano praticamente assenti!
Fantastico tutto, davvero...
L'unica piccola pecca forse sono i colori in alcune parti del film (nonostante la maggior parte delle scenografie fossero bellissime): essendo un noir, mi sarei aspettato cose un po' più cupe, anche di giorno...ma alla fine sono fisime mie.
Meraviglioso anche il contrasto Kay Leigh - Madeleine Linscott -
quasi un "bene vs. male", che parte dai colori- e meravigliosi gli attori, bravissimi.
Insomma, se fossi un critico io, forse non gli avrei dato 5 stelle, però probabilmente un 3.5 / 4 li avrebbe meritati tutti!
Anzi, considerando che schifezze si meritano le tre stelle, quattro mi sembrano strameritate...
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