L'acqua della piscina ultimamente è caldissima, sembra brodo.
Come trovarsi, davvero, in un'enorme, accogliente placenta.
Anche se forse oggi più che altro vorrei acqua fresca...ma non si può chiedere sempre.
E così, oggi il mio contratto con l'università è scaduto.
Non vedevo l'ora, da una parte, perchè stava diventando massacrante, e monotono soprattutto.
Ma dall'altra mi dispiace tantissimo, ho passato 3 mesi a contatto con persone che ho imparato ad apprezzare e con cui ho costruito un certo legame affettivo -
a parte il capo di merda, ma questo era ovvio- per quasi 8 ore al giorno, e cambiare tutto così, radicamente, mi fa sentire strano, come se perdessi un appoggio...
Continuerò a sentirli tutti, spero, ma non sarà la stessa cosa, non saremo più così vicini per così tanto, e l'idea mi fa sentire un po' spaesato.
Però...però.
Però oggi pomeriggio mi ha chiamato M., che poi è il proprietario della lirberia, e...e comincio già da domani! Sono contentissimo, ci tenevo troppo a quel lavoro, lo sto raccontando a tutti come se avessi appena vinto alla lotteria.
Non so quanto sarà lunga la mia permanenza lì, non ne ho idea, ma adesso non mi interessa. Spero solo di trovarmi bene e di imparare qualcosa per quando poi, i libri, dovrò venderli io, nella mia libreria.
Credo di aver rinunciato, almeno adesso, all'idea di una libreria-ristorante...almeno per cominciare, forse sarebbe troppo complicata.
Nei miei sogni attuali vedo un posto piccolo piccolo, con gli scaffali di legno scuro, tanti libri vecchi e con la carta ruvida, due piccoli tavolini rotondi, di ciliegio, vicino ad una vetrata come quelle delle vecchie sale da the, con l'intelaiatura a quadrati -
non so come si chiama in "gergo", e non riesco a spiegarlo meglio di così, adesso.
Un posto dove organizzare, qualche volta, piccole mostre di artisti in erba, un posto dove presentare piccoli libri di autori indipendenti o di case editrici minuscole e piene di passione, un posto dove organizzare serate di musica jazz e di lettura, di monologhi, un posto dove organizzare concorsi letterari con premi simbolici, fatti per il gusto di scrivere e di leggersi, per migliorarsi, un posto dove poter bere una tazza di the buonissimo in compagnia di un bel libro quando fuori piove e tira il vento quello gelido che entra sotto i cappotti, o scaldarsi con un bicchiere di vino rosso
-voglio quelli enormi, come nei bar americani, anche se l'ho già detto- un posto dove poter coltivare sogni...non solo i miei, un posto che accolga e culli anche quelli degli altri.
Forse è troppo, forse esagero, ma oggi ho letto una frase in proposito, di un certo John Updike -
che purtroppo non so chi sia, ma probabilmente uno che ne sapeva parecchie: "
I sogni si realizzano; senza questa possibilità, la natura non c'inciterebbe a farne."
E quindi...
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E per chi non leggerà mai questo blog, grazie.
Grazie per quel caffè, è stato troppo carino.
Grazie, perchè quasi mi sono innamorato nonostante non ti conosca per niente.
Anche se non c'è niente da fare...grazie comunque, è stata una mattina più luminosa, almeno per un po'.
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(Strumentale)
