E in questa serata, in cui causa ginocchio morente ho di nuovo disertato spada -e ho paura che dovrò smettere, se l'andazzo è questo...- sono andato alla mia libreria, al mio tavolo, con i miei libri e il mio quadernetto.
Ho comprato un altro libro di poesia -e dovrei cominciare a leggerli un po' di più però, uff...-, Vittorio Sereni per la precisione, ho finito di scartabellarmi Calvin e Hobbes -ridendo di nuovo come uno stupidino-, ho sottolineato frasi poetiche, ho scritto io stesso un piccolo componimento...
Insomma, cose così.
Ho "incontrato" una coppietta carinissima e dall'aria innamoratissima che progettava il proprio matrimonio, proprio lì al mio tavolo, e un anziano signore che leggeva Tex Willer con un'aria entusiasta che mi ha conquistato subito, e una studentessa di design che mi ha guardato malissimo quando sono scoppiato a ridere per una vignetta particolarmente divertente, tornando subito simpaticissima poco dopo quando si è messa a canticchiare una vecchia canzone anni '30...
...e mi sono accorto che mi piacciono tantissimo le persone che canticchiano tra sè e sè, o parlottano, e adoro vedere le mani di chi scrive e disegna, specialmente se sono lunghe e affusolate, e anche se sono un po' rugose o con le vene ben in vista.
Ho notato che adorano mettere musica jazz lenta e struggente più che di ambient, specialmente Chet Baker, e che la qualità dei brani è sempre e comunque piuttosto alta -cosa che in genere non succede mai, una piacevole sorpresa- e che molte, fastidiose persone a quei tavoli non hanno nessun interesse nella lettura e chiacchierano, chiacchierano di stupidaggini -nel senso peggiore del termine- e nonostante l'età non più in fiore ci provano spudoratamente con sfortunate studentesse straniere anche molto carine.
Ho visto i commessi che spostano i libri con sicurezza -come faranno a ricordarsi tutto così bene? come fanno a trovare il posto, in ordine, al primo colpo, senza guardare le costole lì attorno?-, ho pensato -e non so perchè non l'ho fatto- che volevo prendermi un the bollente...
Ho pensato, e non ho pensato. Ed è stata un po' la mia salvezza.
Ormai amo quel posto, e il suo tavolino, proprio quello in mezzo a tutto...
E poi, mi deve un the. La prossima volta.
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There was a boy...
A very strange enchanted boy.
They say he wandered very far, very far
Over land and sea,
A little shy and sad of eye
But very wise was he.
And then one day,
One magic day, he passed my way.
And while we spoke of many things,
Fools and kings,
This he said to me,
The greatest thing you’ll ever learn
Is just to love and be loved in return.
The greatest thing you’ll ever learn
Is just to love and be loved in return.
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