Bene, benissimo.
Visto il bidone, si passa il sabato sera a casa. E pazienza, c'è di peggio nella vita.
Adesso Mr.Bungle nello stereo, e una serata tranquilla con un po' di musica bella viva, cazzara ma geniale.
Che, tra l'altro, è diverso da "geniale ma cazzaro". Ce ne corre di differenza, eh si si si.
In questo caso, infatti, si parlerebbe di un "si si, per carità, bravo, però boh...è un po' fine a se stesso" e cose del genere. Nel primo caso invece è più un "oh, son dei casinari però cazzo, spaccano!"
Insomma, è un abisso.
L'ordine delle parole. Non è la prima volta che mi viene in testa questa cosa, è uno di quei pensieri che mi affascinano...sarà per questo che mi piace da morire scrivere, che adoro giocare con le parole, che ogni volta soppeso bene la posizione di ogni elemento in una frase...
Mi piacciono questi piccoli "giochetti di prestigio" nella letteratura.
Sono una di quelle cose leziose ma belle -con gli aggettivi nel preciso ordine qui riportato-, esercizi di stile che arricchiscono anche un po', se fatti con la giusta passione, le sfumature con cui il mondo esterno viene percepito...
Con un po' di esercizio, diventano una sorta di "cubismo letterario", per fare un paragone estremamente ardito -e che un qualsiasi sapiente in campo artistico potrebbe smontarmi in 12 secondi netti...
Cubismo, si, perchè è come tentare di vedere le frasi, le parole, il rapportarsi con l'esterno anche, da tutte le angolazioni possibili, cogliendone ogni punto prospettico importante...
Anche vedere come cambia il significato comune delle parole tramite l'uso comune, anche quello è un giochetto interessante.
Mi è venuto in mente pensando, sempre nell'ottica del "cazzaro ma geniale" e viceversa, proprio alla musica.
Spesso, mi è capitato di dire "si, sono ottimi musicisti", ed avere la sensazione di averli in un qualche modo sminuiti della loro effettiva grandezza.
Perchè? "ottimo", grammaticalmente parlando, è un superlativo assoluto, non dovrebbe esserci altro sopra se non un relativo -il migliore, per esser precisi-, e tutto ciò dovrebbe conferirgli una posizione di gran rispetto nelle gerarchie dei giudizi.
Eppure...eppure dire "è un ottimo musicista" fa sempre venire in mente un "ma..." vagante, fa subito pensare alla magagna, ad un "non è coinvolgente", un "è tecnicamente molto freddo" e altre gravi pecche...
Cosa che invece è ribaltata con espressioni tipo "è un grande". "Grande" è un aggettivo al grado positivo, in linea teorica e puramente linguistica è meno di "ottimo", eppure "un grande sassofonista" è praticamente sempre un sassofonista di caratura ben maggiore che "un ottimo sassofonista".
Anzi, dirò di più, il secondo ha un po' l'aria di quello che si, fa bene il suo compitino, ma non si spreca oltre, mentre "il grande" beh...lui si che è un grande.
Fortunatamente -ma perchè fortunatamente poi?- il senso delle proporzioni viene recuperato con "il più grande".
Oh, superlativo relativo, pochi cazzi. Non ce n'è di più. Ma nemmeno pari.
"Jimi Hendrix è il più grande di sempre."
Oh, c'è poco da fare, hai voglia a cercare il trucco, rimane "il più". Non ce ne sono come lui, men che meno ce ne sono meglio di lui.
È così, con un'aura di indiscutibilità quasi sacrale. "Il più grande."
...Wow.
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(Strumentale e con un ritmo trascinante ed esplosivo. Dei grandi, per l'appunto.)
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