C'è una cosa -
tra le tantissime altre- che mi sono sempre chiesto, ed è "ma come fanno i musicisti a scegliere i titoli per le canzoni totalmente strumentali?"
Che forse sembra una domanda stupida, ma secondo me non lo è affatto.
È chiaro che questa domanda non si applica a quelli che prendono qualche parola a caso e l'appiccicano sul demo tape tanto per levarsi il problema...
Insomma, ci vuole una certa sensibilità a prendere un grappolo di note (che, per inciso, stanno benissimo l'una accanto all'altra, ma sono pur sempre una manciata di pallini su un pentagramma) e dire "ok, le note sono queste, il pezzo suona così...direi che il titolo più adatto è questo".
Ci vuole una certa sensibilità per far si che qualcuno ascolti quel pezzo, legga il titolo e faccia "cavolo! è veramente un titolo appropriato!".
E ce ne vuole ancora di più perchè il titolo stesso aggiunga qualcosa alla canzone, perchè alteri in modo leggero ma allo stesso tempo fondamentale la percezione che le orecchie, la mente ed il cuore dell'ascoltatore hanno di quel particolare brano.
Questa domanda mi è tornata alla mente oggi pomeriggio, mentre me ne stavo nel giardino su cui ho avuto modo di disquisire ieri -
e che oggi era piacevolmente deserto, simpatici homeless a parte- disteso sull'erba, con gli occhi alle nuvole e le cuffie nell'orecchio.
Stavo ascoltando uno degli ultimi album di cui sono entrato in possesso, "The earth is not a cold dead place" degli Explosions in the Sky, la prima traccia era cominciata da nemmeno due minuti (sugli oltre 9 dell'intera canzone) e io me ne stavo lì beatamente a crogiolarmi sotto le frasche di un alberello, quando tutt'ad un tratto ho pensato: "ehi, è proprio bella, però...è come se le mancasse un qualcosa..."
Mi sono trastullato con questo dubbio per un altro minuto buono, poi mentre cambiavo un attimo posizione ho approfittato per prendere il walkman e leggere il titolo:
- First breath after coma -
E tutto improvvisamente ha acquisito un altro senso, repentinamente ogni cosa ha trovato il suo esatto posto nell'economia di quella canzone, ho cominciato a sentire quei suoni come se fossero in un lampo diventati incredibilmente più vicini e più chiari, più nitidi...
E allora, mi sono ridisteso, con un'espressione visibilmente soddisfatta -
almeno, così la percepivo io dal di qua del viso- disegnata negli occhi e sulle labbra e mi sono goduto tutto quell'album -
titolo per titolo- con innumerevoli sospiri di gradimento e la sensazione che fosse davvero un qualcosa di completo, musica e titolo insieme, che compartecipano della creazione di qualcosa di davvero bello.
Anche se in quello che 'creo' io l'unica cosa che c'è sono proprio le parole, presterò molta più attenzione ai titoli, da ora in poi.
È un'altra lezione imparata.
Spero solo di poterla mettere in pratica!
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Oggi è san Lorenzo.
Le stelle cadenti!
Oggi i miei amici sono TUTTI fuori città, e non so se mi va di andarmene da solo a giro per Firenze.
Ma in fondo, già dal mio soggiorno elbano di comete ne ho viste a centinaia, posso farne a meno per una sera.
Senza contare che tanto, la storia dei desideri, è una bufala.
Io ho provato, non funziona.
Nemmeno se le concentri tutte nella stessa brama, sempre la solita richiesta.
Non funziona.
E non è che ho chiesto la luna, ma nemmeno una caramellina...voglio dire, se devo esprimere un desiderio deve essere un minimo grosso, altrimenti posso benissimo fare da solo!
Però non funziona...
Uffa.
[Ah, a proposito. Siccome la lizzy ci tiene, ACCORRETE TUTTI al suo MERAVIGLIOSO forum sui radiohead!!
Partecipate numerosi! Che poi voglio dire...faccio pure il moderatore, vi potete fidare ghghgh...]
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(strumentale)