Ho da poco aggiunto alla lista di "persone che stimo tantissimo che proprio a volte vorrei essere come loro" -
hmmmmmmno, non ho un foglio con su scritto cotal titolo e poi una lista di nomi, ma sarei capace di farlo- Tiziano Terzani.
Non è stato difficile, in realtà, chè "un indovino mi disse" è uno di quei libri che, se uno ha anche solo un sistema neurovegetativo funzionante e riesce quantomeno a ricordarsi che una volta nella vita ha fatto un pensiero che coinvolgesse pur soltanto di striscio un qualche sentimento anche solo potenzialmente disinteressato, ti prende per mano e ti porta in posti lontanissimi e magici sul dorso di una nuvola carica di pioggia argentina e profumata di muschio.
La gente così è tanta, ma non tutta. Però non c'entra niente con quello che stavo dicendo.
È come un canto sommesso che accarezza l'oriente. Un mormorio a mezza voce come quello che si fa quando si canticchia per la strada, di sera, quando intorno è silenzio e le macchine dormono, tra Thailandia, Laos, Malesia, Singapore, Cambogia e oltre, nazioni a volte divise da guerre civili, e sempre spaccate da un desiderio di modernità di modello occidentale che uccide le tradizioni e le vecchie magie, che inaridisce le vecchie storie con lenta inarrestabilità, come la sabbia del deserto che piano piano si mangia le rocce.
C'è il viaggio, c'è l'avventura, c'è l'occulto; e allo stesso tempo c'è rabbia, nostalgia e rimpianto per quello che, seppur quasi sempre estraneo a noi che raramente mettiamo il naso fuori dell'Europa -
e quando lo facciamo non è che ci capiamo gran che, chè ormai il turismo è come un giro sull'ottovolante, solo che non tutti vedono le rotaie sotto di sè- sta sparendo, mangiato dai demoni del denaro e del progresso.
Fantastico.
Terzani è davvero una di quelle persone che avrei voluto scoprire ben prima, anche se probabilmente sarei stato troppo piccolo per capire, per apprezzare davvero -
o forse no, chissà.
Una di quelle persone che avrei proprio voluto conoscere.
E qui la lista è molto più ristretta, ma allungata or ora di due piccole T.
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