La parte davvero problematica di un film è il finale. O anche di un libro, volendo.
Tutto il resto in un qualche modo lo sfanghi, bene o male...ma è il finale quello che determina davvero la sensazione determinante.
Giusto ieri sera ci pensavo...
Il lieto fine è sempre bello e auspicabile, però è scontato.
Dopo che di film un po' ne hai visti, in fondo
lo sai che i due che si sono schifati/rincorsi/corteggiati ecc.. si baceranno,
lo sai che quel pugile vincerà l'incontro, che la squadra arriverà in finale ecc...
A volte non vincono, claro, ma c'è sempre quel qualcosa che "vabbè cazzo, era ovvio" che ti lascia come un retrogusto amaro in bocca.
Poi ci sono i finali drammatici, quelli in cui tutto va male, le cose precitipano e arriva il fallimento.
E lì porca miseria, c'è il colpo di scena, c'è il "cristo santo non me l'aspettavo" ecc...
Però...
Però è un finale che alla fin fine non mi soddisfa, cioè cazzo, ho passato 2 ore della mia vita a vedere la storia di qualcuno che poi alla fine non ce la fa...
Non è appagante.
I finali aperti poi non ne parliamo, ormai esistono solo per i sequel e quindi sono da buttare via praticamente in blocco.
E quindi?
Cosa sarebbe davvero innovativo/pienamente soddisfacente/definitivo?
No lieto fine, no finale amaro, no "non fine a' la' hollywood"...
Rimangono i buoni vecchi "forse", quei finali in cui 'dai si ho capito...credo' e giù ore di chiacchiere e ipotesi su come sono andate le cose.
Film/libri così ce ne sono, ma sono sempre meno.
E poi alla fine cazzo, dopo che hai sofferto due-tre ore -
ok si, mi contraddico da solo- vuoi che vada tutto a posto, che tutto vada bene...il protagonista è protagonista proprio perchè, anche se è un perdente per tutto il film, alla resa dei conti vince.
Insomma, un lieto fine, per essere soddisfacente, deve essere davvero ma davvero bello.
Un finale tragico, allo stesso modo, deve essere in grado di lasciarti qualche spiraglio...
E le "non fini" devono avere in loro qualcosa di risolutivo, altrimenti è come aver visto solo il primo tempo di qualcosa di più lungo.
E...boh, non so come spiegarmi meglio...
Però forse la mia idea di un finale "perfetto" è quello di
Visione, racconto bellissimo, il primo scritto da Thomas Mann e uno dei miei pezzi letterari preferiti in assoluto.
Ok, non è lieto, per niente, ma è definitivo e allo stesso tempo non lo è, è indeterminato ma senza appello, è...boh, perfetto.
Un bel finale -
non perfetto, questo no- penso di averlo trovato con il mio piccolo racconto
Rossetto (tutti quelli che non hanno letto sono pregati di recuperare subito! e poi chiaramente commentare...altrimenti mi offendo.)
...e ovviamente "Si apre il dibattito"! Come dev'essere per voi un finale pienamente appagante?
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Il nuoto è l'autoanalisi per eccellenza.
Come mi rimprovero perchè penso troppo prima di fare le cose, così penso troppo a quello che devo fare mentre sono in acqua.
E le cose non vanno.
E io mi incazzo.
Meno seghe, meno seghe, meno seghe...
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